lunedì 8 maggio 2017

Tutto in ordine e al suo posto: i racconti di Brian Friel

Sono un lettore molto attento al racconto, a quella forma così breve e non sempre immediata che tanto ha saputo affascinarmi negli ultimi anni. Da appassionato sono alla continua ricerca di nuove voci meritevoli, di piccoli istanti capaci di emozionarmi, scovati questa volta tra le ultime uscite di marcos y marcos.

Tutto in ordine e al suo posto è una selezione accurata dei migliori racconti di Brian Friel, una raccolta calibrata da Daniele Benati con l'intento di dar il massimo risalto a uno dei maggiori esponenti del teatro irlandese e non, in Italia ancora troppo poco conosciuto.


I dieci racconti ad ambientazione irlandese sono dieci finestre che affacciano sui piccoli momenti della vita e nel farlo coinvolgono con naturalezza il lettore nel loro panorama. 

Solo i grandi scrittori di short stories riescono in una singola pagina a trascinare il lettore nella vicenda, fornendo moltissimi dettagli e una molteplicità di suggestioni. Con Friel non solo questa grande capacità viene confermata, ma si impone un senso di immediatezza, quello per il quale dopo tre righe tutto sarà definito e -nostro-.

Le sue sono immagini nitide legate a un paese apparentemente facile in cui i rapporti tra gli uomini si fanno protagonisti del quotidiano. Uomini, donne e bambini saranno messi di fronte alle illusioni più dolorose ma al tempo stesso necessarie per poter pensare di vivere con serenità e superare i momenti più bui.

Il passato aveva un senso. Non era né realtà né sogno, non erano quelle poche querce di oggi e nemmeno i grandi boschi della sua adolescenza. Era semplicemente continuità, vita che si ripeteva e sopravviveva.

Tutto in ordine e al suo posto è una continua dicotomia tra luci ed ombre, di ideologie e simboli. Dopo avermi regalato una bellissima fotografia dell'innocenza e della rivalsa tanto desiderata, Friel mi ha mostra l'altra faccia della medaglia, quella della melanconia e della delusione.


Come un grande gioco di specchi tutto ci viene restituito senza che nulla venga distorto o addolcito, rendendoci partecipi della differenza tra la sensibilità maschile e quella femminile, tra la luce che solo la fede può restituire a noi anime tormentate e i simboli nascosti dietro i numerosi animali di questi racconti.


Storie che per la loro veridicità crescono nel lettore, come i germogli presenti nel giardino del mondo di Freil, quello da noi osservato di volta in volta da una finestra diversa.

Un drammaturgo capace di padroneggiare il racconto come solo i maestri sanno fare, uno scrittore il cui unico obiettivo è l'individuare e l'osservare la verità delle emozioni lasciando per l'appunto tutto in ordine e al suo posto. Solo lo guardo più attento potrà cogliere la bellezza del suo paesaggio.

Nessun commento:

Posta un commento