lunedì 15 maggio 2017

Sui Confini dell'Europa: un viaggio sulle frontiere di Marco Truzzi

Nel nostro presente, in questo tempo così veloce e burrascoso, capire la contemporaneità non è per nulla facile. Troppe volte ci affidiamo a valutazioni superficiali o imbastite di ideologie sicuramente inadatte ad aiutarci nella comprensione di un'immagine fatta oggi di tensioni e sempre più muri a oscurare la vista.



Sui confini di Marco Truzzi, il nuovo titolo della collana Traversi di Exòrma, parte dai nostri confini europei per provare a osservare e definire questa necessità, partendo dalla visita alle frontiere, alle divisioni del nostro continente.

Un viaggio 
in un'Europa fragile intrapreso insieme al fotografo Ivano Di Maria, per poter sottolineare quanto stia succedendo su quei confini tanto diversi tra loro che stanno segnando un'epoca. In un'Europa sotto pressione l'identità potrà essere riscoperta addirittura in queste intersezioni.

Qui s'incontrano, dunque, la frontiera e la sua cancellazione, l'Europa e la sua negazione.


Attraverso un racconto di viaggio, un'esperienza personale, il lettore sposterà il suo sguardo tra luoghi in cui dimora un senso di morte non definito fatto proprio da tutti coloro che quelle linee cercano di scavalcarle ogni ora.

Spagna, Svezia, Norvegia passando per la jungle di Calais e scoprire quanto il confine risulti essere tra ciò che siamo e saremo. Tra quello a cui stiamo assistendo in maniera sotterranea e quello a cui assisteremo in futuro, seguendo sempre una sorta di geometria socio-politica capace troppo spesso di dimenticare il lato umano della vicenda.

Un ponte, tutto sommato, è molto facile da sorvegliare. Un ponte va da un punto A a un punto B in linea retta, la più breve in geometria, la più semplice per la politica.

L'uomo sarà il protagonista di quelle zone di intersezione, ognuno con la sua storia privata, non sempre fatta di disperazione. Attorno al confine c'è chi ha creato un business, chi sta mostrando un lato caritatevole sempre più necessario e chi anche se dovesse attraversarlo avrebbe sempre nella speranza la sua terra, la sua unica casa.



© Ivano Di Maria

Quello di Truzzi è un racconto raccoglitore di paura, quella definita come un sentimento forte, che spesso traccia percorsi molto diversi rispetto alle intenzioni iniziali, nelle menti e nelle sensibilità di chi quella stessa Europa è chiamato a viverla.

Seguendo il filo spinato, l'unica vera voce narrante della frontiera, vedremo la storia far mutare gli spazi e il tempo far diventare i confini quelli del nostro io attraverso questa esperienza così vasta.

L'ennesima conferma di questa collana dedicata alla letteratura di viaggio in cui ho sottolineato più volte quanto la morte sia il confine dei confini e che prima di questo ci siano stati moltissimi aspetti e dettagli capaci di sorprendermi.


Da un barbiere la cui attività si svolge tra gli scogli a pochi metri da un altro paese, ai pareri di chi in questo girovagare non è coinvolto, passando per gli inaspettati traffici economici caratteristici del confine di Melilla. Tutti aspetti inediti da utilizzare per un lavoro di decostruzione del presente, come se dai piccoli dettagli si possa ricostruire un contatto con la realtà. Lo stesso che oggi è interrotto da un muro e che Marco Truzzi ha deciso di fotografare a parole in una luce piuttosto azzeccata.

In un muro puoi anche farci una porta, in un ponte, quando si passa, bisogna affidarsi al buon cuore di chi ci aspetta dalla parte opposta.



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