lunedì 17 aprile 2017

Requiem per un'ombra di Mario Pistacchio e Laura Toffanello

Dopo il grande successo di L'estate del cane bambino, tornano Mario Pistacchio e Laura Toffanello con un nuovo romanzo scritto a quattro mani, edito anche questa volta da 66thand2nd.

Requiem per un'ombra è il libro che non ti aspetti, una sfida coraggiosa di chi avrebbe potuto tranquillamente seguire una formula già attestata, lo schema e la voce della storia precedente capace di muoversi attraverso il passaparola di lettori e librai.

Così non è stato. Ci si trova da subito di fronte grande onestà, la voglia di confrontarsi con un qualcosa di difficile, per certi versi stereotipato, cercando come sempre di mirare al cuore del lettore.






Un'ombra ha sempre bisogno di contatti, informatori, gente a cui chiedere piaceri.

Contatti e soluzioni, queste alcune delle necessità di Sal Puglise, investigatore privato giunto alla fine della sua carriera. Il suo è un percorso di solitudine e melanconia, condiviso con un pappagallo assai brillante, pochi spiccioli in banca e la voglia di svoltare con l'ultimo caso prima di sparire nel nulla. Nessuno noterebbe la sua assenza.

Una storia ibrida, a metà tra l'hard-boiled e le molteplici influenze noir, un terreno difficile ed esplorato quello dell'investigatore tormentato, in Italia tanto diffuso nella sua veste seriale.
Necessario l'elemento diversificato, quell'aspetto fondamentale per portare il lettore fuori da ogni schema, ancorandosi sì alla tradizione di genere, coltivando allo stesso tempo un messaggio personale e d'effetto.

La Torino-jazz lo sfondo dei casi e dei dilemmi personali di Sal come del lettore, l'ombra infatti non risulterà essere solo quella del protagonista. L'ombra sarà l'elemento distintivo per proiettare le nostre solitudini, i piccoli drammi del quotidiano condivisi da tutti attraverso un riflesso o la suggestione di alcune note, di accordature pronte ad allinearsi con la realtà e raccontarla.


-Siamo ombre,- sibilò Puglise lasciando uscire il fiato, -ombre, non santi-.

La fragilità guida ogni caso, l'indecisione, il falso muovono Sal tra le vie di una città restituita con dovizia, con la precisione di chi in quelle strade potrebbe essersi perso realmente guardando la sua sagoma scomparire tra le colonne dei portici del centro.


© 66thand2nd

Atmosfere, tematiche e dialoghi prevalgono sulle vicende non certo inedite, molto ordinarie, capaci però di stringere nuovamente il lettore.

Requiem per un'ombra scava verso le conquiste della vita, verso una nuova possibilità il più delle volte mancata, quella seconda possibilità troppo spesso negata da un destino misterioso.

-Non si scherza con i segreti,- fece Puglise - a volte sono l'unica cosa che abbiamo-.

Il requiem è il funerale solenne di un intenso percorso letterario, magari più strutturato, meno immediato rispetto L'estate del cane bambino. Pistacchio e Toffanello riescono nella sfida, nel confronto con i padri del genere, restituendo una carezza nei confronti del lettore, l'ennesimo cuore tormentato e riaprendo quel grandissimo bisogno di consolazione che solo l'onestà di certi romanzi sa mettere in discussione. 



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2 commenti:

  1. ciao! mi trovo d'accordo con la tua analisi, ma il romanzo non mi ha convinta del tutto. mi sembra che non tutti i fili tornino e ho trovato la lingua un po' troppo "letteraria". tutto sommato però non un cattivo libro :)

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    1. C'è una parte nelle ultima 80 pagine in cui effettivamente, qualcosa parrebbe stridere, la trama però credo non sia il vero cuore del libro. E' un semplice accessorio atto a far muovere un sottotesto onesto e di cuore. Questo mi è bastato. Da loro comunque mi aspetto ancora maggior qualità per i libri futuri, hanno tutte le carte per osare ancora di più e uscirne a testa alta. Un pò come Sal :)

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