domenica 24 luglio 2016

Il testimone: il grande romanzo contemporaneo di Juan Villoro

Octavio Paz e Juan Rulfo. Penso alla letteratura messicana, ai suoi padri, coloro i quali hanno in qualche modo rivoluzionato una certa idea di raccontare storie. Penso ai loro figli letterari, alla generazione successiva, citando José Emilio Pacheco e Sergio Pitol. Sui contemporanei però, mi sono sempre fermato in cerca di un successore, un nome da affiancare ai grandi. Questo prima di leggere Juan Villoro e il suo Il testimone, ultimo romanzo dello scrittore sud americano (classe ’56) pubblicato in Italia da gran vía.


Quello di Villoro è un nome che pare aver trovato in gran vía l'editore della valorizzazione e della continuità. A dimostrazione di ciò, dopo tre anni da La piramide, ecco apparire un nuovo romanzo ad ambientazione tutta messicana dalle intenzioni ambiziose.

venerdì 22 luglio 2016

#ViSegnalo 2001: Odissea nello spazio di Arthur C. Clarke

A distanza di anni, dopo diverse e sporadiche ripubblicazioni, torna tra gli scaffali delle librerie 2001: Odissea nello spazio di Arthur C. Clarke. Il libro più rappresentativo di uno dei massimi esponenti della fantascienza, riproposto questa volta da Fanucci.



La vicenda del monolite caduto sulla terra e del suo segnale mandato verso l'orbita di Saturno ha già colpito una generazioni di lettori ispirando tra tutti anche un certo Stanley Kubrick, il regista americano che lavorò con Clarke al film omonimo.

Un must di un autore classico della letteratura di genere che avremo modo di apprezzare e riscoprire con l'intero suo Ciclo di Odissea nello spazio che verrà pubblicato nella sua interezza dall'editore romano.


2001: Odissea nello spazio (1968)
2010: Odissea due (1982)
2061: Odissea tre (1987)
3001: Odissea finale (1997)





Aspettando i prossimi titoli avremo sicuramente modo di parlare di questo primo volume. Vi invito quindi a rimanere collegati, la nave Discovery è in partenza verso un viaggio ignoto. Alla guida uno dei massimi esponenti della fantascienza del Novecento. 


A presto

mercoledì 20 luglio 2016

Space Invaders: il Cile di Pinochet secondo Nona Fernández

Edicola Ediciones è una delle realtà scoperte grazie all'ultimo Salone del libro di Torino. Un editore diviso tra Italia e Cile con un ricco catalogo di giovani autrici cilene da approfondire. A distanza di mesi, spinto dalla mia passione per la letteratura ispano-americana e da diversi consigli di persone fidate, ho voluto recuperare Nona Fernández e il suo Space Invaders.


Il libro della Fernández sottolinea da subito il solito legame viscerale tra politica e letteratura sud americana. Questa volta sarà il Cile di Pinochet a fare da sfondo ai sogni dei più piccoli. Giovani ragazzi trovatosi nell'uragano di ricordi e di violenza di un preciso periodo storico pieno di difficoltà e contraddizioni.
Un argomento che pur sembrando classico viene trattato con uno sguardo innocente e inedito, riuscendo a staccarsi da una lunga tradizione dedicata al tema. 

lunedì 11 luglio 2016

Björn Larsson: L'avventura non è necessariamente scalare una montagna #LeInterviste

Quest'anno Iperborea ha portato per la prima volta I Boreali a Torino grazie all'impeccabile collaborazione con la Libreria Trebisonda.
Diversi sono stati gli incontri imperdibili tra i quali spiccava senza dubbio la presenza di Björn Larsson. Uno dei maggiori autori di successo dell'editore milanese che, accompagnato da Fabio Pozzo ha avuto modo di raccontare il suo concetto di libertà e in seguito di rispondere a qualche domanda del sottoscritto.



Gli italiani hanno bisogno di libertà racconta Larsson, sono sempre in ritardo con il destino. Una tesi che par aver avuto molto successo a differenza della Svezia in cui la libertà è un concetto più immediato, motivo per il quale l'editore svedese non voleva pubblicare i suoi libri dedicati all'argomento.

La libertà per me è un conto in banca sostanzioso e una barca pagata pronta per partire senza meta. Voglio che nessuno mi aspetti sotto l'orizzonte e che nessuno mi rimpianga quando parto.

Gli affetti, la terra e il cibo sono troppo importanti per la maggior parte degli italiani. Si tratta di un legame troppo forte, sconosciuto in Svezia dove siamo un popolo di cacciatori senza frontiere.

martedì 5 luglio 2016

Crepuscolo di Kent Haruf. Il tramonto di un amore

Di Kent Haruf molto si è già detto. Divenuto caso editoriale in poco più di un anno, ha saputo con le sue storie conquistare un numero di lettori non trascurabile. Con l'uscita di Crepuscolo (NNEditore), ultimo volume della Trilogia della Pianura pubblicato in Italia, termina una delle migliori esperienze di lettura degli ultimi anni.



Benedizione è stato il mio primo approccio a questo autore, una lettura dall'effetto disorientante. Come se non riuscissi a capacitarmi di cosa quelle pagine mi stessero suscitando. Cercando di capire come quello stile così essenziale riuscisse a spingermi verso quel baratro di amore e di dolore con così tanta naturalezza, ricevetti un pugno nello stomaco inaspettato ma necessario.

Così non andò per Canto della Pianura, il primo volume della trilogia (ma secondo uscito per NN), con il quale Haruf racconta un nuovo lato di Holt, dei suoi abitanti e della sua natura. Quello della speranza, del dolore che però questa volta non nasconde i suoi numerosi spiragli di luce.


L'esperienza di Crepuscolo è stata ancora diversa. Cosa che non mi sarei mai aspettato, pensando ingenuamente di aver capito il meccanismo, di aver in qualche modo analizzato e inquadrato a dovere questo autore così amato in America.