mercoledì 16 dicembre 2015

I tempi non sono mai così cattivi di Andre Dubus

Le nostre vite sono un insieme burrascoso di storie. Il nostro vissuto è fatto di attimi indelebili, di esperienze estreme e di scelte.
C'è stato un autore americano che le azioni del nostro quotidiano, quei percorsi di vita così complessi a noi molto vicini, li ha sempre raccontati con passione attraverso i suoi personaggi. 
Con I tempi non sono mai così cattivi (edito Mattioli 1885) ho scoperto Andre Dubus, uno degli autori più importanti nella storia della short story del Novecento. Sono bastati nove racconti per capire quanto queste storie fossero mie, di tutti noi.


Parlare di racconti non è mai un compito semplice (almeno per il sottoscritto), trovo siano una forma di narrazione non immediata per molti lettori e oltre al rischio di svelare troppo c'è sempre quello di fermarsi di fronte a simbolismi raffinati e quel non detto tanto oscuro, con il quale molti autori di storie brevi si confrontano.

mercoledì 9 dicembre 2015

La sfilata dell'amore di Sergio Pitol

Sergio Pitol, classe '33, è uno degli autori più importanti della letteratura contemporanea messicana. Da molti viene definito l'autore del raccordo, il punto di transizione tra la vecchia generazione di scrittori messicani del Novecento e le nuove penne latinoamericane. Nonostante le sue origini italiane è stato riproposto solo da un decina di anni, grazie alle scommesse di Nottetempo, SUR e gran vía, quest'ultima in particolare con "La sfilata dell'amore" romanzo grazie al quale Pitol si aggiudicò il Premio Herralde nel 1984.



Lo sfondo è quello del Messico degli anni settanta, una terra lontana, burrascosa, difficile, sotterranea da sempre oggetto di studio per Pitol e i suoi personaggi, spesso sconosciuta al lettore poco curioso. Del Solar è uno di questi, uno storico che a distanza di anni decide di ritornare nel suo paese natale tra ricordi d'infanzia e documenti misteriosi. Dopo aver scritto un libro sul 1914, vorrebbe ora replicare il successo concentrandosi sul '42, l'anno in cui il Messico dichiara guerra alla Germania e il salotto di Delfina Uribe era popolato di artisti, intellettuali, scrittori e politici. Al centro della vicenda un omicidio insabbiato dal passare degli anni e da fini macchinazioni.

martedì 1 dicembre 2015

Orhan Pamuk presenta "La stranezza che ho nella testa"@ Teatro Carignano di Torino

La stranezza che ho nella testa (Einaudi), il nuovo romanzo di Orhan Pamuk, è una storia di personaggi poveri. Un viaggio dall'Anatolia a Istanbul, città tanto cara all'autore turco.

Con questa precisazione comincia la serata torinese al Teatro Carignano. Dopo ventidue anni Torino ha ospitato nuovamente Orhan Pamuk, premio Nobel alla Letteratura del 2006, in questa occasione affiancato da Alessandro Baricco e Ernesto Franco


Istanbul è una città invisibile legata a un concetto profondo di spiritualità, una città diversa da quella già scritta in precedenti lavori assicura Pamuk. Prima c'era melanconia, un senso di sconfitta, di perdita e solo con questo nuovo romanzo troviamo un sentimento nuovo di crescita. C'è il segno spirituale lasciato dalla metropoli sull'autore il quale coincide con quella strana stranezza nascosta nella "testa".