giovedì 20 marzo 2014

L'Ombra della Luna Crescente di Fatima Bhutto

Leggere L'Ombra della Luna Crescente di Fatima Bhutto (edito Cavallo di Ferro) significa approcciarsi a un testo scritto da un’autrice pakistana. Entrare in un mondo che non è il tuo, un mondo che vedi costantemente nella cronaca quotidiana e che per te rimane quasi un’idea. Un qualcosa di illusorio, un qualcosa di irreale. Proprio come Mir Ali, la città fittizia nella quale è ambiento il suo primo romanzo.
Continuare a leggere significa entrare in una storia corale che ha la struttura di un classico romanzo thriller che con lo scorrere delle pagine cambia abito, per vestirsi da romanzo di denuncia, da romanzo “importante”. Ho sentito urlare. E detto in maniera sincera, non me lo sarei mai aspettato.
Ho sentito l’urlo dei giovani, l’urlo di coloro che tutti i giorni devono combattere.




Una cucina, un tavolo, tre fratelli e discorsi politici molto velati. “L’ombra della luna crescente” si apre così, con questa ambientazione quasi rassicurante. Sintomo di unità e solidità. Ma questo in Pakistan non è possibile, il lettore non lo può sapere. Io non lo sapevo.

domenica 16 marzo 2014

Philipp Meyer presenta "Il Figlio"@ Circolo dei lettori di Torino

Philipp Meyer torna in Italia con "Il Figlio" edito Einauidi. Torna a distanza di anni dopo il suo Ruggine Americana, romanzo di esordio che in qualche modo mi aveva fatto vivere le difficoltà della Pennsylvania. Mi aveva fatto conoscere, nonostante qualche sbavatura, personaggi vivi. Personaggi Veri. Contesti crudi e onesti.

Arriva “Il Figlio” e arriva anche l’autore per la prima volta in Italia ospite del Circolo dei Lettori di Torino.

Il nuovo romanzo è diverso, lo si percepisce dalla prima pagina. È carico. Ha potenziale. Meyer è passato in sei anni da una storia di amicizia, di amore e di difficoltà, a un testo che è un concentrato di tematiche, di ricerche e personaggi. Potremmo paragonarlo alle grandi saghe familiari senza osare, senza commettere nessun errore.

Texas. È la storia della famiglia McCullough che parte dall’Ottocento per finire ai giorni nostri. Molti sono i personaggi che conosceremo attraverso gli occhi di tre voci narranti. Tre voci legate dal sangue: Eli, il colonnello, una sorta di patriarca allevato dagli indiani. Suo figlio Peter e la sua nipotina Joanne. Le pianure Texane, i Comanche, i messicani. Culture diverse che si incontrano facendo scaturire sangue e violenza.

Perché i Comanche, come mai questo interessamento per gli indiani?
Meyer afferma che la storia degli Stati Uniti è decisamente più giovane, è fatta di esportatori e autosufficienza. L’intento è poter tornare a essere come il primo uomo, come gli indiani, è quello che sogna ogni ragazzino americano. Gli indiani non sono solo fascinazione ma sono stati il pretesto per trovare un indice al romanzo.