lunedì 20 novembre 2017

La storia della balena Goliath || Intervista a Leopoldo Santovincenzo

Per poter spiegare cosa sia La balena di Piazza Savoia di Leopoldo Santovincenzo (Exòrma Edizioni) dovremmo immaginare un trittico: tre anime separate ma profondamente legate da alcuni aspetti più o meno nascosti.

Fu chiamato Goliath l'esemplare catturato in Norvegia nel '54, lo stesso animale visto da Santovincenzo in un piazza di Campobasso, un ragazzino appassionato di cinema e al tempo stesso un adulto fortemente motivato nel ricostruire un ricordo annebbiato.

Un libro personale in grado di abbracciare il cinema, l'infanzia e la storia di una balena imbalsamata che viaggiò tra le piazze europee per quasi tre decadi provocando sorpresa, stupore e animando la cultura del tempo.



La storia di Goliath mi ha fatto capire come la condivisione di un evento non ordinario, possa influenzare l'animo più sensibile al mondo. Ha sottolineato i collegamenti inediti tra cetacei e cinema, tra il tramonto e le mutazioni di questi due protagonisti degli scorsi secoli. È riuscita inoltre a raccontarmi un pezzo di Italia passato in cui una balena sta ancora girando per le piazze del nostro inconscio mantenendo la stessa maestosità, lo stesso mistero, il suo legame con sentimenti atavici. Così come è sempre stata, la storia di una balena e la ricerca di un uomo tormentato da incubi perenni e sogni dall'odore di mare, di infinito completamento.

Questa chiacchierata è così partita dal senso di tale operazione, da una storia lontana e dalle sue ripercussioni presenti. Senza la paura di confrontarsi con la meraviglia dell'animale più grande del mondo.

Dal cinema al viaggio europeo di Golia, sono entrambi descritti come due fenomeni vivi ma investiti da un tramonto più o meno evidente. Il cinema con le sue continue mutazioni, il passaggio a nuovi paradigmi tecnici e non, le balene come senso di meraviglia perduto, un’esperienza isolata ma al tempo stesso incisiva. 
Cosa può essere recuperato in questi tempi così veloci e come possiamo salvare queste emozioni da questi numerosi tramonti inarrestabili?

martedì 14 novembre 2017

Le forze misteriose di Leopoldo Lugones

Le forze misteriose sono entità invisibili ai più, grandezze che la scienza cerca di decodificare nel tempo oltrepassando le barriere della realtà e della ragione.
Le forze misteriose sono le protagoniste dei racconti di Leopoldo Lugones, autore classico della letteratura argentina riproposto nell'elegantissima veste di Edizioni Lindau.




Per fare un quadro completo della figura Lugones ci sarebbe bisogno di un racconto a sé dedicato a uno degli autori più controversi del panorama Sudamericano tra Ottocento e Novecento. Dal socialismo al primo fascismo, passando per la massoneria e il suicidio da cianuro, l'opera di questo autore è stata inserita tra le radici di una tradizione consolidata.

Leggendo questi racconti tra il fantastico e l'assurdo, ho avuto l'impressione di avere tra le mani una simbiosi tra le storie di Edgar Allan Poe e le influenze di H.G. Wells. Lo stesso tipo di narrazione trasporterà il lettore verso una nuova forza in grado di condizionare ogni singola vicenda nelle battute finali, ripercorrendo alcuni stilemi del genere.

domenica 5 novembre 2017

I Tabù allucinati di Giordano Tedoldi

Di Giordano Tedoldi avevo sempre captato l'eco di apprezzamenti sotterranei -ma numerosi- per un autore che negli anni aveva deciso di sparire dopo appena due lavori. Continuavo a percepire questo nome in svariate occasioni, tra i racconti di vari autori nostrani e qualche lettore di vecchia data.

Pochi anni dopo il ritorno, la sua raccolta di racconti Io odio John Updike viene ripubblicata da minimum fax e il sottoscritto ha la fortuna di assistere a più presentazioni pungenti. Così la pubblicazione di Tabù, l'ultimo romanzo arrivato di casa Tunué, è stata la scusa per poter finalmente capire cosa spingesse tutti a sussurrare, quasi come fosse un segreto, delle capacità di questo scrittore. 




L'amore è osservazione, dalla prime pagine non sembra esserci nessun tipo di dubbio. Osserviamo una vicenda apparentemente stereotipata, la definizione di un triangolo amoroso e di un desiderio che sembra uscito dalle pagine di Moravia e influenzato da un estro molto fellianiano.

Un approccio molto letteratura italiana dei '60 in cui il tabù è inizialmente legato al nostro desiderio, a tutti quei momenti d'intensa possessione. 
Più ci avvicineremo all'entità ambita e più vedremo il desiderio affievolirsi e il tabù diventare strumento del desiderio stesso.

Nessuno di noi è armonico ma alcuni riescono a usare il caos.

giovedì 26 ottobre 2017

La letteratura delle radici: l'esordio di Elvis Malaj

Dopo essersi consolidato per le sue proposte variegate, Racconti Edizioni ha allargato i suoi orizzonti, il suo catalogo, ospitando la prima delle scarafaggesche voci italiane. Qualità e forma breve rimangono le costanti, abbracciate anche da Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj.
Giovanissimo autore di origine albanese, trasferitosi in Italia all'età di quindici anni, il quale potrebbe dar inizio a un dibattito molto interessante legato alla letteratura italiana di oggi.


Quelle di Malaj sono storie a metà tra l'Italia e l'Albania in cui i protagonisti di queste due culture diverse si incontrano nelle relazioni del quotidiano, nelle faccende di tutti i giorni, nelle cose della vita.

Penso alla nostra letteratura italiana, al suo legame con la tradizione dialettale, alle sue caratteristiche consolidate fatte di territorialità e di temi ricorrenti legati al cuore del nostro paese. In questo quadro approssimativo, Malaj si inserisce con prepotenza, con il suo sfondo sfumato dalla sua terra d'origine e dalla sua scrittura legata alla nostra lingua.

Dal quel terrazzo oltre la casa del mio interlocutore, sono riuscito a scorgere una nuova dimora, una forma di letteratura che per quanto sia in costruzione e non ancora definita, riesce a raccontare un'Italia multiculturale, senza che questa perda la sua identità. Un luogo che negli ultimi quindici anni è mutato ed è finalmente raccontato per come si presenta guardando fuori dalla finestra di casa nostra, in questo preciso momento, servendosi delle emozioni e della sensibilità dei numerosi personaggi di questi racconti.

giovedì 19 ottobre 2017

La vita come una canzone. Norwegian Blues di Levi Henriksen

Trovo sia sempre meno difficile, tra i molteplici romanzi letti, trovare storie di emozioni dirette e confini netti. Con Norwegian Blues di Levi Henriksen (edito Iperborea) mi sono ricordato del fascino delle storie arcobaleno, quelle storie intime e delicate in cui convivono contemporaneamente il sole e la pioggia.











Jim Gystad ha raggiunto i quarant'anni e nonostante abbia dedicato parte della sua vita alla musica non si sente ancora realizzato. Tra una sbronza e l'altra è alla continua ricerca di quei musicisti che fanno meno rumore possibile, a favore del loro messaggio, della voglia di comunicare. 

I fratelli Thorsen, un trio di anziani cantanti composto da due sorelle e un fratello, diventa la via di fuga da una vita immobilizzata dai rimpianti. Poco più di qualche nota cantata in una chiesa basta per avvicinare le star e provare a coinvolgerle in un progetto improbabile.

mercoledì 18 ottobre 2017

Aspettando BOOKCITY 2017 #BCM17

Dal 16 al 19 Novembre torna l'appuntamento con BookCity, la manifestazione tutta milanese che di anno in anno trasforma una città in un grandissimo evento letterario collettivo.

Qui la canonica selezione degli eventi più interessanti secondo #UnAntidotoControLaSolitudine.








Giovedì 16 Novembre
19.00 Eve Harris, finalista al The Man Booker Prize del 2013 arriva in Italia per una serie di date in occasione del Premio Letterario ADEI-WIZO "Adelina Della Pergola". Occasione per conoscere un'autrice diverisificata (Open)


Eve Harris

Venerdì 17 Novembre
17.00 Claudio Morandini e Alessandro Zaccuri. La montagna nei libri (Museo di storia naturale). 
21.00 Helena Janeczek presenta La ragazza con la Leica (Guanda), modera Francesco M. Cataluccio (Frigoriferi Milanesi). 

giovedì 12 ottobre 2017

Meglio regnare all'inferno: Perché i serial killer popolano il cinema, la letteratura e la TV. #LeInterviste

Negli ultimi anni mi è sembrato di percepire una sorta di ritorno all'orrore. Un nuovo avvicinamento alimentato da Cinema, Serie Tv e -anche se timidamente- dalla Letteratura. 
Negli anni della nostalgia, in cui l'interesse al passato tanto funziona, mi sono interrogato su come sia stato possibile questo ritorno al male.

Per l'uscita di Meglio regnare all'inferno (Lindau) ho pensato di fare due chiacchiere con Mario Arturo Iannaccone, sul suo studio della figura del serial killer e sulla nostra contemporaneità nera, su questa antica fascinazione.




Volendo definire questo libro uno studio sulla figura del serial killer dall’Ottocento ai giorni nostri passando per ogni tipo di arte, ci racconti come è nata questa ricerca e l’aspetto più complesso in cui ti sei imbattuto?

La ricerca nasce da uno studio che mi fu richiesto anni fa sulle vittime degli 
omicidi violenti. Lo scopo dello studio era limitato soltanto ad alcuni aspetti e solo in seguito ho continuato a studiare l'argomento, arricchendolo con la mia lunga frequentazione con la letteratura, il cinema e infine anche la televisione crime. Ho deciso di concentrami proprio sul serial killer perché mi sono reso conto - come tanti, credo - di quanto sia diventato nel tempo una tipologia di personaggio che viene inserito quasi obbligatoriamente nelle narrazioni nere anche se, a stare alla statistiche, è un personaggio sovrarappresentato: la sua frequenza nell'immaginario non riflette affatto la realtà. Il serial killer è un concentrato di malvagità, follia, devianza, solitudine utilissimo allo sviluppo delle storie moderne. Il suo uccidere a puntate si adatta alla serialità televisiva e a quella romanzesca. 

L’aspetto più complesso, a parte l’eziologia (cosa spinge a uccidere per uccidere), è la manipolazione a cui la figura del serial killer è stata sottoposta per interessi diversi e persino opposti. 
Ad esempio, negli anni Ottanta, dopo il caso Atlanta Child Murder (1978-1981), quando fu coniata la definizione e il nome serial killer, esso rappresentava il giovane trasgressivo dei due precedenti decenni: trasgressione sessuale e omicidiaria venivano spesso uniti. Ne ho parlato qui.

domenica 8 ottobre 2017

Alexandra Kleeman: L'anima è imprigionata in come appariamo. #LeInterviste

Durante l'ultima edizione de La Grande Invasione, il festival letterario di Ivrea, oltre le numerose riconferme tra autori ed editori consolidati, è stato il turno degli esordi. In particolare quello di Edizioni Black Coffee e di Alexandra Kleeman, autrice di punta del giovane editore a stelle e strisce.

Dopo aver letto Il Corpo Che Vuoi, primo romanzo dell'autrice americana, ho avuto modo di incontrarla in occasione del suo tour italiano per chiacchierare di corpi, fantasmi e dolore.



Come è nato Il Corpo che vuoi? Mi racconti il cuore di questo libro? 

Quando si tratta del tuo primo romanzo, passi tutta la vita ad immagazzinare ciò che ci vuoi mettere dentro. Ecco perché il secondo romanzo è sempre più difficile, hai già usato molto di ciò che avevi messo da parte fino a quel momento. 

Crescendo in America ti viene da pensare a tutte le moltissime stranezze del tuo quartiere e della tua città ma quasi non ti senti autorizzato ad usarle. Mi sono poi detta: -Non dovrei sentirmi una scrittrice perché la scrittura è per le cose grandi e non per i sobborghi e i Walmart?-. Quindi una delle sfide che mi sono auto imposta è stata quella di scrivere un romanzo basato sul mondo reale, poiché più volte ho letto cose davvero fantastiche dedicate alla nostra quotidianità. 

Ci sono cose che cerco con impegno di rendere significanti, per poi credere non valga la pena prenderle in considerazione perché ho come l'impressione che il mondo mi dica siano cose di bassa cultura e noiose. Per esempio, se sei una donna, generalmente passi molto del tuo tempo, della tua giornata, a prenderti cura del tuo corpo. Non è un argomento serio di cui parlare, così solitamente viene detto. Io invece penso lo sia. Il corpo che vuoi è nato seguendo l'idea per la quale il nostro corpo non è immutabile, ma possiamo cambiarlo e possiamo farlo in tanti modi diversi.

giovedì 5 ottobre 2017

Kazuo Ishiguro, il Nobel delle emozioni

Parliamoci chiaro, l'assegnazione del Nobel alla Letteratura è sempre una faccenda spinosa. Di anno in anno viene nominato uno scrittore più o meno conosciuto il cui nome finisce dritto nella storia della letteratura mondiale.

Mentre i meme su Philip Roth circolano in rete, mi ritrovo nuovamente a riflettere sul senso del premio vinto quest'anno da Kazuo Ishiguro.
Ogni anno c'è infatti un aspetto diverso sul quale fermarsi, dall'anonimato di Modiano (autore in Italia conosciuto da pochi lettori), all'ibrido tra letteratura e giornalismo della Aleksievič passando per la scelta discutibile di premiare un cantautore.


Questa volta sono fermamente convinto che Ishiguro, tralasciando le decine di altrettanto o forse più meritevoli autori, sia lo scrittore giusto.
La motivazione data dall'Accademia di Svezia non mi smuove nessun tipo di perplessità.

"che nei romanzi di grande forza emotiva ha scoperto l'abisso sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo".

Molto suggestivo il merito, le parole usate per motivare una decisione presa molto tempestivamente. Forza emotiva, illusione, connessione con il mondo.

giovedì 28 settembre 2017

Il medico della nave/8 di Amy Fusselman

Con Il medico della nave/8 di Amy Fusselman, dopo un'alternanza di romanzi e racconti, è arrivato per Edizioni Black Coffee il momento della non-fiction.
Cambia la forma, abbracciando un genere che negli ultimi anni si sta diffondendo con buoni risultati anche in Italia ma non l'identità, il marchio BlackCoffee, sempre legato a libri fuori le righe i quali si dimostrano vere e proprie esperienze di lettura.



Due storie tra il memoir e il diario raccolte in un solo volume, due racconti intimi e dolorosi attraverso i quali la Fusselman analizza il rapporto con un padre scomparso e la sua esperienza con un uomo chiamato -il mio pedofilo-.

Il medico della nave è la prima dimostrazione di come sia difficile scrivere un pezzo di non-fiction, spaziando attraverso brevi suggestioni da un argomento all'altro, calibrando ogni parola in una sinfonia di sentimenti.

Amy ama i genitori a denti stretti, ma non riesce ad accettare la morte del padre, credendo in un suo ritorno.
Affidandomi al passato di quest'ultimo e al rapporto con il presente di una figlia provata, sono entrato in una bolla avvolgente capace di dividere realtà e finzione. Attraverso il teatro della vita, la finzione del quotidiano, ho visto l'invisibile diventare reale e la realtà messa in discussione da un'inaspettata impotenza.

martedì 26 settembre 2017

L'aldilà di Horacio Quiroga

Quando lessi per la prima volta del rapporto tra Horacio Quiroga e la morte, pensai a come quella vicenda così particolare potesse essere di per sé una storia dell'orrore fatta di una successione di tragedie e di solitudine.

Padre e patrigno morirono per incidenti da arma da fuoco, il suo migliore amico morì per un colpo accidentale partito dal fucile dello stesso Quiroga e molte delle sue mogli furono trovate avvelenate nei loro letti. Il successivo suicidio dell'autore rioplatense di certo non dovrebbe sorprendere.

L'Aldilà è una raccolta di racconti pubblicata nel 1935 e riproposta con una nuova traduzione da Gli Eccentrici, la collana di letteratura ispanoamericana di Edizioni Arcoris, che fa di questo autore uno dei nomi di punta di un catalogo ricco di must e recuperi imprescindibili per appassionati e non.




Autore chiave per il mondo letterario ispanoamericano ha rivoluzionato il racconto moderno e toccato diversi scrittori suoi contemporanei: positivamente come nel caso dell'amico Leopoldo Lugones, negativamente come il caso di Borges.
Quiroga è uno dei nomi troppo poco conosciuti tra i lettori italiani, vuoi per la sua produzione fatta esclusivamente di racconti, vuoi per la difficile e discontinua storia editoriale.

Nel mio caso non potevo nascondere l'emozione di fronte a racconti sul tema dell'aldilà, scritti da chi quel terreno lo conosceva così bene. 

domenica 17 settembre 2017

Laia Jufresa: Nella mia casa messicana ho portato la voce delle donne. #LeInterviste

In occasione della quinta edizione de La Grande Invasione, il festival letterario di Ivrea capace di ospitare di anno in anno grandi ospiti internazionali e non, ho avuto l'onore di incontrare Laia Jufresa, autrice messicana di Umami, il suo romanzo d'esordio pubblicato in Italia da SUR.

Umami è una storia di intrecci del dolore, di innocenza, di crescita e sul ritorno a quella normalità della vita strappataci da un lutto. 
In un comprensorio di case un tempo irregolare veicolerà le grandi domande per interrogare il passato e il presente.

In occasione di una colazione, accompagnato da altri blogger, abbiamo avuto modo di parlare di gusti, di violenza, lingua e mura domestiche.
Vi lascio quindi un resoconto delle domande del sottoscritto e di Non Riesco A Saziarmi Di Libri.



Quello dell'umami è un concetto legato al cibo e al suo sapore. Spontaneo chiedersi da dove nasca la voglia di approfondire questo interesse.

Mi è capitato di conoscere la parola umami prima di iniziare a scrivere il libro. Ho scoperto si trattava di quella cosa che trasforma un cibo qualunque, che da solo non avrebbe particolare sapore, in un vero e proprio piatto. 
Volevo capire se questo concetto esisteva anche nell'alimentazione precolombiana, io però scrivo finzione e non antropologia dell'alimentazione e ho quindi trasferito questo interesse a uno dei miei personaggi.  

Mi interessava, però, principalmente scrivere del lutto siccome mi ero appena trasferita dal Messico, un paese ancora pieno di violenza e morte, e nonostante non volessi raccontare direttamente la violenza, volevo parlarne in qualche modo.
Mentre scrivevo ho cominciato ad associare l'umami al tipo di dolore e di lutto che volevo descrivere, mi riferisco al lutto quando sta finendo. Quel momento in cui quella spaccatura si trasforma in qualcosa di diverso e mentre sta terminando si può trasformare in tristezza o allegria, in qualcos'altro, esattamente come l'umami.

giovedì 14 settembre 2017

Le Efemeridi di Cesare Catà

Confrontarsi con i grandi della letteratura e del pensiero moderno è un azzardo per qualsiasi scrittore. I più grandi, seguendo la lezione di Harold Bloom, cercano quasi sempre di occultare quei padri ai quali c'è il rischio di assomigliare.

Diverso il caso di Cesare Catà e delle sue Efemeridi fatte di storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori, pubblicate nella particolarissima veste di Aguaplano rilegata con filo a vista.



Catà decide di dedicarsi a ventisette figure a lui care, prendendo un particolare momento della loro vita e sviscerandolo, cercando di esplorarlo nelle sue molteplici sfumature.
Si parla di una morfologia del destino da definire, un attimo chiave nella vita di un grande narratore che lo segnerà senza nessuna via di scampo.

Non ho letto né la classica riscrittura né l'omaggio pieno di stereotipi e moralismi determinati da parole mai dette, situazioni eccessivamente estremizzate a favore della narrazione.

Da Kafka, alla Woolfe, passando per Rimbaud e Tolkien, leggeremo di storie di amore pregne di desiderio, di delicatezza, ostacolate da un destino spietato.
Questa la prima categoria di vicende descritte da una voce sempre esterna ma carica di passione e sensibilità.

martedì 12 settembre 2017

Lincoln nel Bardo: il limbo dei sentimenti di George Saunders

Quando un romanzo, prima ancora di essere tradotto in italiano, riesce a muovere un'eco di commenti positivi da parte di scrittori e critici del calibro di Thomas Pynchon, Colson Whitehead, Zadie Smith e la spinosa Michiko Kakutani, le aspettative per quel titolo non possono che aumentare.

Questa è la storia di Lincoln nel Bardo di George Saunders (Feltrinelli), affermato scrittore americano di short stories alla prima prova romanzesca, e di una stranissima esperienza di lettura.



Basti leggere qualsiasi racconto di Saunders per farsi un'idea delle ambizioni di questo autore per il quale gli elementi delle sue storie sono, se presi singolarmente, bizzarri e non-ordinari.
Partendo da fatti storici legati alla figura del Presidente Lincoln ci troveremo in una narrazione corale, fatta di una moltitudine di voci, legata alla morte di Willie, figlio undicenne del rappresentante di una nazione in un periodo critico fatto di guerre e instabilità.

Un padre dilaniato dal dolore per un figlio che verrà catapultato nel bardo, un intervallo di tempo, nel nostro caso uno spazio, tra la morte e la rinascita secondo il Libro Tibetano dei morti preso a modello da Saunders.

In questo luogo l'esperienza muterà, tra la desolazione dei morti, di fantasmi disillusi, il piccolo Willie sarà accompagnato da tre figure grottesche, difficilmente collocabili in qualsiasi dimensione reale ma dal cuore umano e pulsante indurito dalla vita.

Ci sono colpi troppo pesanti per coloro che sono troppo fragili.

mercoledì 6 settembre 2017

Tra la vita e la morte. Le notti blu di Chiara Marchelli

Imprigionati da un lutto privato, passiamo in rassegna i resti di una vita svuotata. Una sensazione inimmaginabile, tranne da chi, come i personaggi de Le notti blu di Chiara Marchelli, si sente dilaniato da un equilibrio dei sentimenti rotto da una scomparsa inaspettata.

Scoperto grazie allo Stregathon, la maratona di lettura a tema Premio Strega, ho letto il candidato di Giulio Perrone Editore alla manifestazione più chiacchierata del panorama letterario italiano.




Chiara Marchelli è una scrittrice divisa tra l'Italia e gli Stati Uniti, i suoi luoghi di appartenenza, punti lontani da unire attraverso la scrittura.

Anche ne Le notti blu tutto potrebbe essere trasformato in figure geometriche attraverso linee immaginarie, seguendo proprio le distanze, linee geografiche o dei sentimenti totalmente invisibili.
È la figura del triangolo a racchiudere tutte le dinamiche di questo romanzo.
Il primo formato da madre, padre e figlio.
Il secondo dai genitori e una donna.
Tra il primo e il secondo manca un vertine, Mirko, quel figlio (e allo stesso tempo compagno) scomparso improvvisamente.

La morte di chi sta male può servire a lasciare spazio alla vita.

domenica 27 agosto 2017

La cosa marrone chiaro e altri racconti di Fritz Leiber

Quando la letteratura fantastica dello scorso secolo incontrò Fritz Leiber, più paradigmi tramontarono sotto l'influenza di questo scrittore americano. Uno dei pochi autori che ha esplorato e rivoluzionato qualsiasi sottogenere del fantastico: dalla fantascienza, passando per il fantasy nelle sue prime varianti sword and sorcery, senza trascurare le numerose storie dell'orrore. 

Nonostante la travagliata storia editoriale, i numerosi alti e bassi dovuti a pubblicazioni indirizzate esclusivamente a un -pubblico di genere-, Leiber è finalmente tornato nell'elegantissima veste di Cliquot, seguendo il piano di recupero dell'editore romano dedicato a grandi scrittori dimenticati.



La cosa marrone chiaro e altri racconti raccoglie una piccola parte della sua vasta produzione horror inedita in Italia, tradotta e curata dall'ottimo lavoro di Federico Cenci, ferratissimo studioso e appassionato leiberiano in grado di spostare l'attenzione e valorizzare l'importanza di Leiber all'interno di questo genere.

Storie inedite scritte tra gli anni '40 e i '70 (non per questo di serie B), grazie alle quali ho potuto colmare una lacuna non indifferente, aiutato anche da un'introduzione fondamentale per contestualizzare alcuni aspetti più obsoleti di queste vicende visionarie.

Leiber gioca da subito con il genere, scimmiottando con intelligenza qualsiasi tipo di stereotipo per incontrare il favore delle riviste del tempo tra ragni giganti, demoni e streghe, creando storie oggi sicuramente non sorprendenti, in qualche modo superate, ma comunque capaci di catturare il lettore con atmosfere riuscite e una scrittura sempre mutevole.

domenica 30 luglio 2017

Mi chiamo Sara, vuol dire principessa di Violetta Bellocchio

Sono arrivato alla scrittura di Violetta Bellocchio diversi anni fa quando minimum fax decise con L'età della febbre di selezionare, in un libro molto sperimentale, le voci italiane che meglio sapevano raccontare il nostro tempo.
La Bellocchio era tra queste e, seguendo la mia indole di lettore curioso, ho voluto leggerla in una forma più distesa approfittando dell'uscita di Mi chiamo Sara, vuol dire principessa, il suo ultimo romanzo edito Marsilio.




Sara è una ragazzina apparentemente come tante, desiderosa di scavalcare i confini del suo paesino verso la grande città e le grandi aspettative del suo futuro.

Poco più di una bambina, da sola, tra le strade degli anni Ottanta in fuga dalla sua famiglia, fino all'incontro con un discografico e la televisione, con il successo degli anni in cui tutto è possibile.

Ho visto Sara crescere, confrontandosi con una bestia interiore, cercando di definire la propria identità con non poche difficoltà. Ho visto una bambina sfiorare una ragazza per poi lasciarla andare e diventare una cosa con indifferenza, guardando alla maturità come a un miraggio.

Il dolore non era niente, pensavo, il dolore non lasciava tracce.

domenica 23 luglio 2017

Corruzione: la giustizia di Don Winslow

New York è un cuore pulsante formato da frenetiche entità. Ogni suo distretto è un microcosmo autonomo in cui bene e male lottano ogni giorno per la conquista del domani. A regolare questo atavico scontro la Da Force, una sezione di agenti speciali. Quelli che si muoveranno tra le pagine di Corruzionel'ultimo lavoro di Don Winslow edito Einaudisono infatti uomini duri, temprati dalla strada, senza nessuna paura.

Dopo il successo mondiale di libri come Il potere del cane e Il cartello, Winslow torna tra le sue strade, abbandonando la narrazione corale per seguire l'inaspettata vicenda di Denny Malone, poliziotto chiave per l'equilibrio di questa immensa città.








Corruzione ha avuto sul sottoscritto lo stesso effetto di una dipendenza, una cosa molto comune tra le strade della Grande Mela. Impossibile staccarsi da una storia costruita su un plot per certi versi visto e rivisto, ma narrata con l'abilità dei grandi narratori. Ritmo serrato, personaggi caratterizzati magistralmente e un'alternanza di momenti ironici e di inaspettata decadenza. Ecco la formula per poter spingere ogni lettore a concludere le 542 pagine del romanzo in poco meno di tre giorni.

Malone tiene a freno il suo distretto con le buone e le cattive, il male in alcuni casi sembra possa essere combattuto solo ad armi pari e sfociare nell'illegalità sarà cosa naturale. Così Winslow per combattere i mostri della malavita ne crea altrettanti e li mette da subito nella posizione di chi ha sbagliato tutto dalla sua vita.

Malone è stato fottuto e dietro le sbarre di una cella andrà in scena un percorso di flashback e flashforward verso la distruzione di un uomo e delle dinamiche di potere esercitate da questo. Un Dio della strada, apparentemente intoccabile pronto però a crollare una volta ostacolato da un sistema più forte del singolo. È Davide contro Golia con gli omicidi, lo spaccio e la mafia.

domenica 9 luglio 2017

Guillem López: Challenger e il senso della meraviglia. #LeInterviste

Florida, 28 gennaio 1986. Lo space shuttle Challenger, dopo più di un minuto dal suo decollo, esplode in diretta televisiva. Un evento del quale ignoravo ogni tipo dettaglio, un pezzo di storia americana preso in prestito da Guillem López, un giovane scrittore spagnolo di successo mondiale, pubblicato per la prima volta in Italia da Eris Edizioni.

In occasione della 30ª edizione del Salone del Libro, durante una colazione, ho avuto l'onore di parlare con l'autore del suo Challenger.




Un romanzo per racconti, così potremmo definire questa narrazione fatta di 73 frammenti, una moltitudine di storie diverse che coinvolgeranno altrettanti protagonisti nel momento di questa tragedia a stelle e strisce. Menzione speciale per la curatissima edizione italiana tradotta da Francesca Bianchi e arricchita dalle illustrazioni di Sonny Partipilo.

Ogni singola scena viene condizionata ed è legata a questo evento, vero e proprio perno di tutti i racconti. Uno spartiacque dal quale López ha deciso di partire per intersecare le sue storie.

Ho scelto di raccontare partendo da questa tragedia perché sono uno scrittore di genere fantastico, in questo caso di fantascienza e avevo bisogno di unire un evento che fosse parte dell'immaginario collettivo e di accostarlo a una realtà incontestabile, inconfutabile come quella dell'incidente al Challenger. 
Questo è esistito, la tragedia è accaduta realmente e questa era la maniera perfetta per unire reale e fantastico e accordarli insieme. Questa relazione sono convinto riesca a creare una catarsi nel lettore: mettere appunto nella realtà, in quello che abbiamo tutti i giorni, l'elemento fantastico, l'inaspettato, il senso di meraviglia.

martedì 4 luglio 2017

Sull'essere BookTuber e nuovi inizi.

Da un paio di mesi a questa parte non mi sono più seduto di fronte alla videocamera per parlare dei libri che mi stanno accompagnando, delle grandi piratate dell'ultimo periodo e di qualsiasi argomento inerente a questa mia grande passione.

Non posso però nascondere quanto mi manchi creare un video e, nonostante il poco tempo, rimane forte il desiderio di alimentare quel dialogo su YouTube capace di formare il mio essere lettore al quale sarò e sono sempre riconoscente. 



Tra me e questa intenzione due computer ormai obsoleti e incapaci di assistermi in qualsiasi operazione di editing.

Ancora di salvezza questo spazio, una forma totalmente di diversa, non equiparabile al bacino di utenza di YouTube ma che comunque negli anni sta continuando a crescere. Gli articoli vengono letti, condivisi, lo dimostrano i numeri e un dialogo ininterrotto tra i lettori e le lettrici con i quali discutevo -e discuto- nel box commenti dei miei video che ora continua attraverso qualsiasi social.

Un articolo e un video non sono la stessa cosa, mi permettono di parlare di libri in maniera del tutto diversa. Più pensato e sofferto il primo, più di pancia il secondo (al quale segue un grande lavoro di editing per eliminare tutte le cavolate dette e dare una struttura al discorso). Alcuni libri chiamano addirittura in maniera naturale la forma più efficace per intavolare una discussione, come ad esempio la letteratura di genere che ha trovato nei video del mio canale un'oasi, a differenza del blog, luogo nel quale è quasi del tutto assente. Potrei fare altri esempi ma veniamo a noi.


Qualcuno mi ha scritto sul perché dell'assenza, qualcuno aspetta il prossimo BookHaul, qualcuno il prossimo video singolo. Tutti potrebbero essere accontentati siccome nelle prossime settimane potrei appoggiarmi temporaneamente ai potenti mezzi di Non Riesco A Saziarmi di Libri.

Nel mentre l'estate avanza e il lavoro si fa sempre più intenso, quel lavoro che oltre a permettermi di racimolare soldi per quella cosa chiamata vita, mi dovrebbe permettere di risolvere questo problema verso settembre, momento nel quale potrò permettermi un Pc nuovo.

Ci sono le scorciatoie è vero.