venerdì 9 febbraio 2018

Da lontano sembrano mosche. Il noir argentino di Kike Ferrari.

Prima cameriere, panettiere, poi il viaggio verso gli States in cerca di fortuna come immigrato illegale. Oggi Kike Ferrari lavora in una stazione della metropolitana di Buenos Aires e la sua vita sembra essere fatta anche di letteratura. Un percorso lungo, quello tra i lavori più disparati, questo il caso così particolare di chi ha richiamato con i suoi libri l'attenzione della stampa argentina e non.

Da lontano sembrano mosche è il terzo romanzo di Ferrari (riproposto in una nuova veste da Feltrinelli) grazie al quale mi sono avvicinato a questo scrittore apprezzato, tra i tanti, da un colosso come Paco Ignacio Taibo II.



Sono subito costretto a contestualizzare questo romanzo accennando all'esistenza del profondo rapporto tra la letteratura di genere e il Sud America. Borges stesso era un grandissimo appassionato di gialli e del mistero accumulato tra i classici di queste storie. Non sorprenderà quindi trovarsi tra le mani un noir argentino consapevole di una lunga tradizione.

Da lontano sembrano mosche è però un libro che già dalla trama muove diversi interrogativi, questo ha fatto nei confronti del sottoscritto, il quale si è più volte chiesto come avrebbe fatto a sorprendere la vicenda di un uomo di potere fermo sul ciglio della strada con un cadavere nascosto nel bagagliaio.

lunedì 5 febbraio 2018

Aspettando I Boreali Nordic Festival 2018

Dal 22 al 25 Febbraio tornano I Boreali Nordic Festival 2018, la rassegna dedicata alla Cultura Nordica ospitata -come da tradizione- dal Teatro Franco Parenti di Milano.

Una quattro giorni di musica, cinema e letteratura dal Nord: eventi pensati per i più grandi e per i più piccoli con l'intento di far conoscere il diverso, una cultura così lontana e fredda ma al tempo stesso calorosa e affascinante.

Tanti gli scrittori presenti per parlare dei loro ultimi lavori e costruire un momento di confronto sempre stimolante. Qui una mini-guida agli ospiti da non perdere.



Giovedì 22
18.30 Jón Kalman Stefánsson e Andrea Vitali. Islanda. L'isola grande come l'universo.
L'autore islandese che negli anni ha saputo conquistare così tanti lettori da diventare uno dei must di Iperborea. Un paese di pescatori, il cielo e l'impressione di ritrovarsi tra un qualcosa grande come l'universo.


giovedì 25 gennaio 2018

Le Raffiche D'Autunno di Natsume Sōseki

Ci sono produzioni letterarie intrise di vita vera, pagine e pagine piene di esperienze personali più o meno filtrate attraverso la forma del romanzo. Quando per la prima volta lessi Natsume Sōseki dovetti inserire anche questo autore classico della letteratura nipponica tra coloro capaci di sfruttare al massimo la lezione sui sistemi del mondo.

Non fa eccezione Raffiche d’autunno, pubblicato nel 1907 e arrivato in traduzione italiana dopo più un secolo grazie al curatissimo lavoro di Edizioni Lindau.



Non fa eccezione per il suo essere radicato al trascorso di Sōseki, un uomo cresciuto in epoca Meiji senza figure genitoriali forti in un Giappone di transizione, aperto per la prima volta nella sua storia verso l'altro.

Takayanagi Shūsaku è un giovane studente legato a dei principi ben radicati, convinzioni di vita dovute al suo essere un letterato. Un protagonista respinto dal mondo senza nessun tipo di ambizione ad adattarsi perché farlo significherebbe annientarsi.


L’uomo che rispetta la legge morale è più sacro anche di un Dio.

martedì 16 gennaio 2018

Lonesome Dove: la grande (anti)epopea western di Larry McMurtry

Un passo dietro l'altro senza pensare alla fatica, il sole cocente di fronte e lunghe ombre dietro le spalle. Nel mentre la mandria di bovini continua a trascinarsi in un viaggio che non ha eguali: quello partito da Lonesome Dove sperduta cittadina sul confine tra Texas e Messico, e diretto verso il lontano Nord.

Così hanno voluto i vecchi ranger del romanzo di Larry McMurtry, il libro straripante -edito Einaudi- con il quale nel 1986 vinse il Premio Pulitzer.



Doveroso accennare al rapporto tra McMurtry e il cinema western dilungandoci sui successi e le delusioni provenienti dal grande schermo da cui nasce originariamente questa storia proprio in seguito a un rifiuto, da qui l'intenzione di mantenere e voler creare un qualcosa di epico.

Lonesome Dove si presenta come la grande storia del West quella talmente ricca da essere difficile da racchiudere in un unico film. Quella vicenda che pur distanziandosi dalle meccaniche care a Hollywood è riuscita a mantenere un taglio smaccatamente cinematografico, nel ritmo come nell'immaginario dei grandi deserti una volta popolati dalle più disparate tribù indiane.

Un territorio immenso: l'America spoglia, ostile, in alcuni tratti ancora inesplorata, ma popolata da personaggi indelebili tutti legati a un passato glorioso e alla speranza di un futuro migliore.

mercoledì 10 gennaio 2018

Paolo Onori: Scrivere libri è un modo economico per provare a essere un altro. #LeInterviste

Esordire non è semplice, farlo per la prima volta superati i cinquant'anni deve essere un'esperienza così unica da dover essere raccontata. La trafila vuole che si lavori a un libro, lo si lasci tra le mani di nuovi lettori e prevede, nei casi più sfortunati, il confronto con gli altri autori.
A grandi linee questa è la vicenda di Paolo Onori -classe '63- che con il suo Fare Pochissimo (marcos y marcos) approda per la prima volta in libreria diventando il secondo scrittore di Casalecchio di Reno.

Le voci parlano di continue frecciatine, di un contrasto sotterraneo con lo scrittore Paolo Nori forse dovuto a qualche somiglianza fisico-anagrafica, una compresenza inaspettata sul territorio, una quasi omonimia e qualche voce che nei piccoli paesi, come vuole la tradizione, tende sempre ad essere distorta provocando dissidio. Tutti fatti trascurabili di fronte a un romanzo più che buono, calibrato come solo uno scrittore già navigato avrebbe saputo fare.




Così nasce questa chiacchierata, con la voglia di conoscere questa nuova voce che a pensarci bene qualcosa mi ricorda, forse un'idea di letteratura ben precisa, nonostante non riesca ancora a capire a quale autore far riferimento.


Paolo Onori perché ha deciso di fare lo scrittore, cosa l’ha spinta verso la scrittura?
Credo che scrivere dei libri sia un modo, economico, ma che può essere sorprendentemente efficace, per provare a essere un altro, che è la cosa, da quando son grande, che forse voglio di più.

domenica 7 gennaio 2018

Raccontarla Giusta. Domande e risposte sulla scrittura. #ViSegnalo

Scrivere è scontrarsi e confrontarsi. Scrivendo si dialoga con sé stessi, con i propri personaggi e i fantasmi del nostro animo.

Cosa accade nella mente di chi scrive? Come avviene il processo creativo? Ma soprattutto: esistono delle regole universalmente riconosciute per arrivare all'agognata pubblicazione?

Marco Lazzarotto e Beatrice Dorigo, uno scrittore e la sua allieva, un lui e una lei che si confrontano (e scontrano) sui dubbi e le perplessità che colgono gli scrittori esordienti.




In Raccontarla giusta. Domande e risposte sulla scrittura, l'ebook di casa Zandegù dedicato a questo tema così spinoso, il -loro e il nostro- luogo per intavolare un discorso fatto di semplici domande, di scrittori importanti e di strutture della narrazione collaudate.

mercoledì 20 dicembre 2017

Uccidendo Nani a Bastonate. La poetica del delirio di Alberto Laiseca

Se dovessi elencare le scoperte letterarie più inaspettate dell'anno dovrei obbligatoriamente citare Alberto Laiseca, uno degli autori di punta del catalogo de Gli Eccentrici, la collana di letteratura ispano-americana di Edizioni Arcoiris.

Scoperto dopo la sua recente scomparsa con Le avventure di un romanziere atonale, ho approfondito ulteriormente questo scrittore di difficile classificazione ma capace di strappare apprezzamenti da autori come Ricardo Piglia. Il suo Uccidendo Nani a Bastonate, l'ultimo lavoro edito in Italia, è il motivo di questo secondo approccio destabilizzante.




La figura di Laiseca è senza dubbio associata alla leggenda de Los Sorias, romanzo di più di mille pagine al quale sono in qualche modo legati tutti i suoi libri. Quello dell'autore argentino è infatti un macrocosmo in cui dominano le forze del delirio fatto di racconti intersecati e collegati da leggende lontane.

Così anche Uccidendo Nani a Bastonate, una serie di racconti estremi che storia dopo storia formano il quadro completo davanti al quale il lettore dovrà tirare le sue conclusioni, osservando, guardando oltre quei colori acidi e quel senso di smarrimento.

domenica 10 dicembre 2017

Letterature dal Nord: le Miniature di Bruno Berni

Negli ultimi mesi mi sto dedicando alla figura di August Strindberg, uno dei classici della letteratura svedese tra Ottocento e Novecento. Nell'avvicinarmi nuovamente alla letteratura del Nord stavo cercando di interrogarmi sul motivo del fascino verso queste suggestioni sempre più lette e apprezzate anche dai lettori italiani. Mi sono chiesto, senza venirne a capo, cosa potesse attrarre così tanto di questi paesi un tempo così lontani.

A chiarire in parte questo dubbio un incontro, quello con le Miniature di Bruno Berni, i suoi frammenti di Letterature dal Nord editi Aguaplano.



Non mi ritengo un esperto del Nord, pur conoscendo e avendo letto qualche autore fondamentale non ho mai creduto di avere un quadro esaustivo legato alle diverse sfumature di una letteratura, della quale Berni risulta essere uno dei più grandi studiosi e ricercatori nostrani.

Da qui forse l'idea di unire gran parte del suo lavoro critico in un volume fatto di 29 miniature, ognuna dedicata a un autore per lui imprescindibile: dalla Germania alla Svezia, passando per la Danimarca e le varianti più di nicchia come la Lapponia e la Groenlandia.

mercoledì 6 dicembre 2017

A. Igoni Barrett: sono lo scrittore delle classi popolari nigeriane #LeInterviste

In occasione dell'uscita di Culo Nero, il primo romanzo dell'autore nigeriano A. Igoni Barrett, è partito un lungo tour italiano di presentazioni targate 66thand2nd che si chiuderà sabato 9 Dicembre con l'appuntamento romano di Più libri più liberi. Durante la data torinese alla Libreria Trebisonda, accompagnato da Pier Franco Brandimarte, Igoni ha raccontato del suo modo di osservare la realtà, della sua ironia, del suo ritorno alla letteratura europea e di molti altri aspetti che compongono il suo ultimo lavoro.



Lo scrittore può solo guardare. Noi siamo il prodotto della società che ci circonda e di idee passate. Siamo il prodotto di chi ci ha prodotto e io appunto tutto.

Da subito palese una forte consapevolezza della scrittura e delle sue strutture, per un autore in continuo divenire per il quale ogni tipo di cambiamento può essere visto esclusivamente nei momenti di forte dolore. La chiave per portare i suoi lettori verso questi temi così duri diventa l'ironia e lo sguardo alla letteratura del passato, in modo da non rischiare di ripetersi, sopratutto quando il tuo libro è così vicino all'espediente della metamorfosi di Kafka.

Considerato una delle maggiori voci contemporanee della letteratura nigeriana contemporanea, ho avuto modo di chiedere lui, di approfondire e discernere alcuni aspetti e caratteristiche dei grandi nomi a cui viene continuamente associato.
Da Chimamanda Ngozi Adichie a Teju Cole si è andato a creare un quadro abbastanza esaustivo delle maggiori penne nigeriane, arricchito da una forte presa di posizione e da appassionati consigli di lettura.

domenica 26 novembre 2017

Nelle terre di nessuno. La solitudine di Chris Offutt

Immergersi Nelle terre di nessuno di Chris Offutt non è stato difficile. I nove racconti di questa raccolta d'esordio uscita nel '92 e tradotta per la prima volta in Italia da minimum fax, sono legati a un'America ben scolpita nel nostro immaginario.

Sullo sfondo il Kentucky rurale, una terra ai margini fatta di persone alla continua ricerca di un posto migliore, esteriore o interiore che sia. Storie in cui la vita scorre in posti tanto sconosciuti da essere assenti da qualsiasi cartina.



Offutt sembra legarsi da subito ad autori come D'J Pancake, Percival Everett e a tutta quella ruggine americana ben descritta da Philipp Meyer.
Dominano le storie di comunità, il continuo scontro con l'altro che crea qui, tra la condivisione del quotidiano, il giusto osservatorio dei sentimenti.

Ho visto il vecchio e il giovane condividere la stessa inquietudine, l'uomo e il puma allineati sulla stessa intensità di ferocia, la città e il bosco farsi luoghi di apparente diversità.

Ogni vicenda diventa la finestra su una condizione di vita diversa segnata da un dolore più o meno esplicito. La paura di non farcela prende a questo punto il sopravvento, basti pensare a ogni nostro singolo tentennamento, a tutte quelle volte nelle quali l'antidoto al dolore e al raggiungimento delle nostre intenzioni ci è sembrato così lontano, forzatamente nascosto da un destino già scritto.

lunedì 20 novembre 2017

La storia della balena Goliath || Intervista a Leopoldo Santovincenzo

Per poter spiegare cosa sia La balena di Piazza Savoia di Leopoldo Santovincenzo (Exòrma Edizioni) dovremmo immaginare un trittico: tre anime separate ma profondamente legate da alcuni aspetti più o meno nascosti.

Fu chiamato Goliath l'esemplare catturato in Norvegia nel '54, lo stesso animale visto da Santovincenzo in un piazza di Campobasso, un ragazzino appassionato di cinema e al tempo stesso un adulto fortemente motivato nel ricostruire un ricordo annebbiato.

Un libro personale in grado di abbracciare il cinema, l'infanzia e la storia di una balena imbalsamata che viaggiò tra le piazze europee per quasi tre decadi provocando sorpresa, stupore e animando la cultura del tempo.



La storia di Goliath mi ha fatto capire come la condivisione di un evento non ordinario, possa influenzare l'animo più sensibile al mondo. Ha sottolineato i collegamenti inediti tra cetacei e cinema, tra il tramonto e le mutazioni di questi due protagonisti degli scorsi secoli. È riuscita inoltre a raccontarmi un pezzo di Italia passato in cui una balena sta ancora girando per le piazze del nostro inconscio mantenendo la stessa maestosità, lo stesso mistero, il suo legame con sentimenti atavici. Così come è sempre stata, la storia di una balena e la ricerca di un uomo tormentato da incubi perenni e sogni dall'odore di mare, di infinito completamento.

Questa chiacchierata è così partita dal senso di tale operazione, da una storia lontana e dalle sue ripercussioni presenti. Senza la paura di confrontarsi con la meraviglia dell'animale più grande del mondo.

Dal cinema al viaggio europeo di Golia, sono entrambi descritti come due fenomeni vivi ma investiti da un tramonto più o meno evidente. Il cinema con le sue continue mutazioni, il passaggio a nuovi paradigmi tecnici e non, le balene come senso di meraviglia perduto, un’esperienza isolata ma al tempo stesso incisiva. 
Cosa può essere recuperato in questi tempi così veloci e come possiamo salvare queste emozioni da questi numerosi tramonti inarrestabili?

martedì 14 novembre 2017

Le forze misteriose di Leopoldo Lugones

Le forze misteriose sono entità invisibili ai più, grandezze che la scienza cerca di decodificare nel tempo oltrepassando le barriere della realtà e della ragione.
Le forze misteriose sono le protagoniste dei racconti di Leopoldo Lugones, autore classico della letteratura argentina riproposto nell'elegantissima veste di Edizioni Lindau.




Per fare un quadro completo della figura Lugones ci sarebbe bisogno di un racconto a sé dedicato a uno degli autori più controversi del panorama Sudamericano tra Ottocento e Novecento. Dal socialismo al primo fascismo, passando per la massoneria e il suicidio da cianuro, l'opera di questo autore è stata inserita tra le radici di una tradizione consolidata.

Leggendo questi racconti tra il fantastico e l'assurdo, ho avuto l'impressione di avere tra le mani una simbiosi tra le storie di Edgar Allan Poe e le influenze di H.G. Wells. Lo stesso tipo di narrazione trasporterà il lettore verso una nuova forza in grado di condizionare ogni singola vicenda nelle battute finali, ripercorrendo alcuni stilemi del genere.

domenica 5 novembre 2017

I Tabù allucinati di Giordano Tedoldi

Di Giordano Tedoldi avevo sempre captato l'eco di apprezzamenti sotterranei -ma numerosi- per un autore che negli anni aveva deciso di sparire dopo appena due lavori. Continuavo a percepire questo nome in svariate occasioni, tra i racconti di vari autori nostrani e qualche lettore di vecchia data.

Pochi anni dopo il ritorno, la sua raccolta di racconti Io odio John Updike viene ripubblicata da minimum fax e il sottoscritto ha la fortuna di assistere a più presentazioni pungenti. Così la pubblicazione di Tabù, l'ultimo romanzo arrivato di casa Tunué, è stata la scusa per poter finalmente capire cosa spingesse tutti a sussurrare, quasi come fosse un segreto, delle capacità di questo scrittore. 




L'amore è osservazione, dalla prime pagine non sembra esserci nessun tipo di dubbio. Osserviamo una vicenda apparentemente stereotipata, la definizione di un triangolo amoroso e di un desiderio che sembra uscito dalle pagine di Moravia e influenzato da un estro molto fellianiano.

Un approccio molto letteratura italiana dei '60 in cui il tabù è inizialmente legato al nostro desiderio, a tutti quei momenti d'intensa possessione. 
Più ci avvicineremo all'entità ambita e più vedremo il desiderio affievolirsi e il tabù diventare strumento del desiderio stesso.

Nessuno di noi è armonico ma alcuni riescono a usare il caos.

giovedì 26 ottobre 2017

La letteratura delle radici: l'esordio di Elvis Malaj

Dopo essersi consolidato per le sue proposte variegate, Racconti Edizioni ha allargato i suoi orizzonti, il suo catalogo, ospitando la prima delle scarafaggesche voci italiane. Qualità e forma breve rimangono le costanti, abbracciate anche da Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj.
Giovanissimo autore di origine albanese, trasferitosi in Italia all'età di quindici anni, il quale potrebbe dar inizio a un dibattito molto interessante legato alla letteratura italiana di oggi.


Quelle di Malaj sono storie a metà tra l'Italia e l'Albania in cui i protagonisti di queste due culture diverse si incontrano nelle relazioni del quotidiano, nelle faccende di tutti i giorni, nelle cose della vita.

Penso alla nostra letteratura italiana, al suo legame con la tradizione dialettale, alle sue caratteristiche consolidate fatte di territorialità e di temi ricorrenti legati al cuore del nostro paese. In questo quadro approssimativo, Malaj si inserisce con prepotenza, con il suo sfondo sfumato dalla sua terra d'origine e dalla sua scrittura legata alla nostra lingua.

Dal quel terrazzo oltre la casa del mio interlocutore, sono riuscito a scorgere una nuova dimora, una forma di letteratura che per quanto sia in costruzione e non ancora definita, riesce a raccontare un'Italia multiculturale, senza che questa perda la sua identità. Un luogo che negli ultimi quindici anni è mutato ed è finalmente raccontato per come si presenta guardando fuori dalla finestra di casa nostra, in questo preciso momento, servendosi delle emozioni e della sensibilità dei numerosi personaggi di questi racconti.

giovedì 19 ottobre 2017

La vita come una canzone. Norwegian Blues di Levi Henriksen

Trovo sia sempre meno difficile, tra i molteplici romanzi letti, trovare storie di emozioni dirette e confini netti. Con Norwegian Blues di Levi Henriksen (edito Iperborea) mi sono ricordato del fascino delle storie arcobaleno, quelle storie intime e delicate in cui convivono contemporaneamente il sole e la pioggia.











Jim Gystad ha raggiunto i quarant'anni e nonostante abbia dedicato parte della sua vita alla musica non si sente ancora realizzato. Tra una sbronza e l'altra è alla continua ricerca di quei musicisti che fanno meno rumore possibile, a favore del loro messaggio, della voglia di comunicare. 

I fratelli Thorsen, un trio di anziani cantanti composto da due sorelle e un fratello, diventa la via di fuga da una vita immobilizzata dai rimpianti. Poco più di qualche nota cantata in una chiesa basta per avvicinare le star e provare a coinvolgerle in un progetto improbabile.

mercoledì 18 ottobre 2017

Aspettando BOOKCITY 2017 #BCM17

Dal 16 al 19 Novembre torna l'appuntamento con BookCity, la manifestazione tutta milanese che di anno in anno trasforma una città in un grandissimo evento letterario collettivo.

Qui la canonica selezione degli eventi più interessanti secondo #UnAntidotoControLaSolitudine.








Giovedì 16 Novembre
19.00 Eve Harris, finalista al The Man Booker Prize del 2013 arriva in Italia per una serie di date in occasione del Premio Letterario ADEI-WIZO "Adelina Della Pergola". Occasione per conoscere un'autrice diverisificata (Open)


Eve Harris

Venerdì 17 Novembre
17.00 Claudio Morandini e Alessandro Zaccuri. La montagna nei libri (Museo di storia naturale). 
21.00 Helena Janeczek presenta La ragazza con la Leica (Guanda), modera Francesco M. Cataluccio (Frigoriferi Milanesi). 

giovedì 12 ottobre 2017

Meglio regnare all'inferno: Perché i serial killer popolano il cinema, la letteratura e la TV. #LeInterviste

Negli ultimi anni mi è sembrato di percepire una sorta di ritorno all'orrore. Un nuovo avvicinamento alimentato da Cinema, Serie Tv e -anche se timidamente- dalla Letteratura. 
Negli anni della nostalgia, in cui l'interesse al passato tanto funziona, mi sono interrogato su come sia stato possibile questo ritorno al male.

Per l'uscita di Meglio regnare all'inferno (Lindau) ho pensato di fare due chiacchiere con Mario Arturo Iannaccone, sul suo studio della figura del serial killer e sulla nostra contemporaneità nera, su questa antica fascinazione.




Volendo definire questo libro uno studio sulla figura del serial killer dall’Ottocento ai giorni nostri passando per ogni tipo di arte, ci racconti come è nata questa ricerca e l’aspetto più complesso in cui ti sei imbattuto?

La ricerca nasce da uno studio che mi fu richiesto anni fa sulle vittime degli 
omicidi violenti. Lo scopo dello studio era limitato soltanto ad alcuni aspetti e solo in seguito ho continuato a studiare l'argomento, arricchendolo con la mia lunga frequentazione con la letteratura, il cinema e infine anche la televisione crime. Ho deciso di concentrami proprio sul serial killer perché mi sono reso conto - come tanti, credo - di quanto sia diventato nel tempo una tipologia di personaggio che viene inserito quasi obbligatoriamente nelle narrazioni nere anche se, a stare alla statistiche, è un personaggio sovrarappresentato: la sua frequenza nell'immaginario non riflette affatto la realtà. Il serial killer è un concentrato di malvagità, follia, devianza, solitudine utilissimo allo sviluppo delle storie moderne. Il suo uccidere a puntate si adatta alla serialità televisiva e a quella romanzesca. 

L’aspetto più complesso, a parte l’eziologia (cosa spinge a uccidere per uccidere), è la manipolazione a cui la figura del serial killer è stata sottoposta per interessi diversi e persino opposti. 
Ad esempio, negli anni Ottanta, dopo il caso Atlanta Child Murder (1978-1981), quando fu coniata la definizione e il nome serial killer, esso rappresentava il giovane trasgressivo dei due precedenti decenni: trasgressione sessuale e omicidiaria venivano spesso uniti. Ne ho parlato qui.

domenica 8 ottobre 2017

Alexandra Kleeman: L'anima è imprigionata in come appariamo. #LeInterviste

Durante l'ultima edizione de La Grande Invasione, il festival letterario di Ivrea, oltre le numerose riconferme tra autori ed editori consolidati, è stato il turno degli esordi. In particolare quello di Edizioni Black Coffee e di Alexandra Kleeman, autrice di punta del giovane editore a stelle e strisce.

Dopo aver letto Il Corpo Che Vuoi, primo romanzo dell'autrice americana, ho avuto modo di incontrarla in occasione del suo tour italiano per chiacchierare di corpi, fantasmi e dolore.



Come è nato Il Corpo che vuoi? Mi racconti il cuore di questo libro? 

Quando si tratta del tuo primo romanzo, passi tutta la vita ad immagazzinare ciò che ci vuoi mettere dentro. Ecco perché il secondo romanzo è sempre più difficile, hai già usato molto di ciò che avevi messo da parte fino a quel momento. 

Crescendo in America ti viene da pensare a tutte le moltissime stranezze del tuo quartiere e della tua città ma quasi non ti senti autorizzato ad usarle. Mi sono poi detta: -Non dovrei sentirmi una scrittrice perché la scrittura è per le cose grandi e non per i sobborghi e i Walmart?-. Quindi una delle sfide che mi sono auto imposta è stata quella di scrivere un romanzo basato sul mondo reale, poiché più volte ho letto cose davvero fantastiche dedicate alla nostra quotidianità. 

Ci sono cose che cerco con impegno di rendere significanti, per poi credere non valga la pena prenderle in considerazione perché ho come l'impressione che il mondo mi dica siano cose di bassa cultura e noiose. Per esempio, se sei una donna, generalmente passi molto del tuo tempo, della tua giornata, a prenderti cura del tuo corpo. Non è un argomento serio di cui parlare, così solitamente viene detto. Io invece penso lo sia. Il corpo che vuoi è nato seguendo l'idea per la quale il nostro corpo non è immutabile, ma possiamo cambiarlo e possiamo farlo in tanti modi diversi.

giovedì 5 ottobre 2017

Kazuo Ishiguro, il Nobel delle emozioni

Parliamoci chiaro, l'assegnazione del Nobel alla Letteratura è sempre una faccenda spinosa. Di anno in anno viene nominato uno scrittore più o meno conosciuto il cui nome finisce dritto nella storia della letteratura mondiale.

Mentre i meme su Philip Roth circolano in rete, mi ritrovo nuovamente a riflettere sul senso del premio vinto quest'anno da Kazuo Ishiguro.
Ogni anno c'è infatti un aspetto diverso sul quale fermarsi, dall'anonimato di Modiano (autore in Italia conosciuto da pochi lettori), all'ibrido tra letteratura e giornalismo della Aleksievič passando per la scelta discutibile di premiare un cantautore.


Questa volta sono fermamente convinto che Ishiguro, tralasciando le decine di altrettanto o forse più meritevoli autori, sia lo scrittore giusto.
La motivazione data dall'Accademia di Svezia non mi smuove nessun tipo di perplessità.

"che nei romanzi di grande forza emotiva ha scoperto l'abisso sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo".

Molto suggestivo il merito, le parole usate per motivare una decisione presa molto tempestivamente. Forza emotiva, illusione, connessione con il mondo.

giovedì 28 settembre 2017

Il medico della nave/8 di Amy Fusselman

Con Il medico della nave/8 di Amy Fusselman, dopo un'alternanza di romanzi e racconti, è arrivato per Edizioni Black Coffee il momento della non-fiction.
Cambia la forma, abbracciando un genere che negli ultimi anni si sta diffondendo con buoni risultati anche in Italia ma non l'identità, il marchio BlackCoffee, sempre legato a libri fuori le righe i quali si dimostrano vere e proprie esperienze di lettura.



Due storie tra il memoir e il diario raccolte in un solo volume, due racconti intimi e dolorosi attraverso i quali la Fusselman analizza il rapporto con un padre scomparso e la sua esperienza con un uomo chiamato -il mio pedofilo-.

Il medico della nave è la prima dimostrazione di come sia difficile scrivere un pezzo di non-fiction, spaziando attraverso brevi suggestioni da un argomento all'altro, calibrando ogni parola in una sinfonia di sentimenti.

Amy ama i genitori a denti stretti, ma non riesce ad accettare la morte del padre, credendo in un suo ritorno.
Affidandomi al passato di quest'ultimo e al rapporto con il presente di una figlia provata, sono entrato in una bolla avvolgente capace di dividere realtà e finzione. Attraverso il teatro della vita, la finzione del quotidiano, ho visto l'invisibile diventare reale e la realtà messa in discussione da un'inaspettata impotenza.